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COSA È IL GDPR

Il 25 Maggio 2018 entra in vigore il GDPR, acronimo di General Data Protection Regulation, emanato dalla Unione Europea il 27 Aprile del 2016 e valido per tutti i soggetti dell'Unione o che operano nella UE senza bisogna di alcuna ratifica da parte dei singoli stati.

Il GDPR è uno strumento legislativo che serve per uniformare la normativa privacy a livello europeo e sostituisce il decreto legislativo 196/2003. I soggetti tenuti ad adeguarsi sono i seguenti:

  1. Aziende e organizzazioni con base operativa in uno stato della UE

  2. Aziende e organizzazioni che operano in paese terzo ma che hanno clienti della UE.

L'obiettivo è quello di accrescere il livello di fiducia degli europei nei confronti di tutti i soggetti, privati o pubblici, che lavorano quotidianamente con le loro informazioni personali, sensibili o riservate. Le eventuali multe ai trasgressori per la non conformità al GDPR non saranno immediate. Si inizierà con un avvertimento, poi con un rimprovero, quindi con una sospensione dell'elaborazione dei dati, e in caso di violazione continuata della norma, solo allora potrebbero arrivare le multe.

Il primo obbligo è quello di dotarsi di una Privacy Policy, ovvero di un documento che illustra in che modo vengono trattati i dati privati. Queste informazioni devono essere aggiornate e contenere:

  1. la finalità del trattamento dei dati

  2. la modalità di questo trattamento

  3. i soggetti di terze parti che archiviano, controllano e usano questi dati tramite applicazioni o tecnologie installate nei siti come possono essere Google, Facebook e altri player del settore

  4. i diritti del navigatore

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Ci deve essere una base giuridica per il trattamento dei dati personali e la presenza di un consenso dato dall'utente a una o più finalità di questo trattamento dei dati.

PRIVACY DI GOOGLE E DI FACEBOOK

Google è il più grande player internet con Facebook e insieme sono i maggiori depositari del trattamento dei dati degli utenti che visitano i vari siti. Google ha pubblicato una guida molte estesa e dettagliata sulla sua Policy Privacy e una sua versione aggiornata in funzione del GDPR. La gestione della nostra privacy si effettua principalmente accedendo al nostroaccount personale su Google. Segnatamente nella sezione Privacy, possiamo controllare quello che Google conosce sul nostro conto e il registro delle nostre attività.

In Gestione Attività possiamo scegliere le attività che possono essere salvate nel nostro account Google. Può essere salvata o meno la Cronologia della navigazione su Chrome e sui siti e le app che ne utilizzano servizi. Si clicca su 1) Gestisci Cronologia per prendere visione dell'attività su Chrome, Android o altro dispositivo. Si clicca su Cambia impostazione e si sposta il cursore per impedire a Google di tenere nota della nostra attività.

Visualizzando l'area de 2) La mia attività si può visualizzare l'attività recente e eventualmenteeliminarla. Ci sono dei cursori o controlli On/Off per gestire la cronologia delle posizioni, le attività web e app, la cronologia delle ricerche YouTube e altro ancora, su tutti i dispositivi su cui ci siamo loggati con il nostro account.

In questo contesto è particolarmente rilevante il Controllo della Privacy. Si va su Inizia ora per personalizzare la nostra esperienza su Google. La prima schermata riguarda le Attività Web e App e si visualizzerà l'informazione se questa impostazione sia attiva o meno. Google memorizza le ricerche e altre attività svolte da loggati. Memorizza pure attività quali le app che si utilizzano, la cronologia di Chrome e i siti visitati sul Web. Questa impostazione consente a Google di dare più velocemente i risultati completando automaticamente le ricerche, nonché di offrire esperienze più efficienti in Maps, nell'assistente e in altri servizi Google.

Si possono avere informazioni più dettagliate dalla pagina di istruzioni sulla Attività di ricerca. Per modificare le impostazioni si clicca su Gestisci l'attività Web e App -> Cambia impostazione.

Le norme seguite da Facebook in relazione alla tutela della privacy sono sintetizzate nella pagina dedicata a GDPR. I principi a cui si ispira Facebook sono quelli di trasparenza, controllo e affidabilità.

PUBBLICITÀ E PERSONALIZZAZIONE DEGLI ANNUNCI ADSENSE

In questo sito vengono mostrati gli annunci della piattaforma Google Adsense. Con questa piattaforma si possono gestire o disattivare gli annunci con lo strumento Impostazioni Annunci e Disattiva Annunci. Si apre la pagina Personalizzazione degli annunci, per controllare le informazioni utilizzate da Google per mostrarciannunci più pertinenti quando si naviga per esempio sulla Ricerca Google o su Youtube. Possiamo mettere o meno la spunta su Utilizza anche i dati e l'attività dell'account Google, per personalizzare gli annuncinei siti web e nelle app che lavorano come collaboratori esterni di Google.

Più in basso ci viene mostrato un elenco degli argomenti che ci potrebbero interessare. Se ne troviamo qualcuno che invece non incontra i nostri gusti, clicchiamo sulla crocetta per inserirlo nella sezione Argomenti che non interessano. Ancora più in basso, viene mostrato il nostro profilo, ovvero sesso e fascia di età. Si possono visualizzare annunci personalizzatisecondo le nostre preferenze anche quando non siamo loggati con Google, con un apposito plugin per Chrome, per Firefox e per Internet Explorer.

Google è solo una delle più di 100 reti pubblicitarie  che mostrano annunci personalizzati. Si può disattivare la personalizzazione degli annunci  di Google o di qualsiasi altra rete pubblicitaria nella pagina Le tue scelte. Si possono attivare gli annunci personalizzati per tutte le società oppure farlo singolarmente con i controlli On/Off. Nei prossimi mesi Google renderà più semplici e comprensibili queste opzioni e, a partire dal 25 Maggio 2018, entrerà in vigore una nuova Politica di consenso degli utenti appartenenti alla UE.

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Chi commenta su questo sito lo potrà fare solo da loggato con Google. Deve quindi essere consapevole che il suo username resterà inserito nella pagina web e sarà cliccabile. Potrà portare al Profilo di Blogger o a quello di Google+ a seconda della impostazione che si è scelta. Verrà inserito sopra al modulo dei commenti un link che riporta a questa sezione della Policy Privacy.

Gli utenti possono eliminare i commenti che hanno inserito. Per una eliminazione definitiva possono rivolgersi all'amministratore del sito. Gli estremi dell'account saranno memorizzati per facilitare commenti successivi.

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La Fortezza della Brunella deve il proprio nome al colore della roccia su cui è edificata. Si erge alla confluenza del fiume Magra e del torrente Aulella, a dominio di entrambi le valli e in corrispondeza visiva con i castelli di Bibola a sud, Podenzana a est, Olivola e Bastia a ovest.

Delle diversi ipotesi sulla sua costruzione, una riguarda la committenza di Jacopo Ambrogio Malaspina, signore di Aulla, verso la fine del XV secolo, forse la più accreditata vista la tipologia architettonica legata al periodo.

Una seconda ipotesi indica Giovanni delle Bande Nere della famiglia dei Medici come committente della fortezza a Giovanni di Sangallo il Vecchio, all’inizio del XVI secolo. Infine, una terza supposizione parla di Adamo Centurione, uomo d’affari genovese che comprò il feudo di Aulla nel 1543.

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Fortezza della Brunella

La fortezza della Brunella.

Oggi la fortezza è una possente costruzione quadrangolare progettata in funzione delle armi da fuoco e caratterizzata da scelte architettoniche prettamente militari, come i grossi puntoni triangolari, la possente cinta muraria esterna e l’ampia scarpa che difendeva la fortezza su due lati, mentre gli altri due erano protetti dalla natura impervia del monte.

Ponte levatoio.

Dal ponte levatoio, oggi un passaggio fisso in mattoni, uno stretto e lungo corridoio porta, attraverso un angusto cortile, all’interno dell’edificio. Il mastio centrale che ospitava la guarnigione oggi ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana al pianterreno.

Saloni.

I saloni di differente grandezza sono coperti da volte a padiglione lunettate, che conservano grandi caminetti in pietra serena tra i quali uno proveniente dal castello di Bibola, oggi ridotto a rudere.
Leggi anche: Le più belle Gite Fuori Porta del 2017: tra castelli, itinerari, percorsi e appuntamenti eno-gastronomici.
Dopo il dominio dei Centurione, passò nel 1716 ai Malaspina di Podenzana, ma nel 1733 la fortezza venne espugnata da truppe spagnole, che la tennero fino al 1737, quando tornò in mano dei marchesi Malaspina. Venduta a privati nel 1860, nel 1916 venne comprata dai coniugi inglesi Aubrey Waterfield, pittore, e Lina Gordon Duff, corrispondente dall’italia per il periodico inglese "The Observer".

Lavori di ristrutturazione.

I lavori di ristrutturazione intrapresi da loro cambiarono internamente la fortezza in una residenza signorile, trasformarono la piazzaforte in un giardino pensile e piantarono un bosco di lecci sulla collina.

Il loro lungo soggiorno alla fortezza, intervallato dalla seconda guerra mondiale, è ben documentato in due libri: "Vita Familiare in Italia, Lettere dagli Appennini", 1962, di Lina Duff Gordon Waterfield e "A Tuscan Childhood", 1993, della figlia Kinta Beevor.

La famiglia vendette la Brunella nel 1977 allo Stato Italiano, quindi affidata al comune di Aulla, che ne fece sede del Museo di Storia Naturale della Lunigiana.

Orario.

Invernale: 9.00-12.00, 15.00-18.00
Estivo: 9.00-12.00, 16.00-19.00
Chiuso il lunedì
Tel: 0187 400252

Un suggestivo itinerario alla scoperta dei castelli lunigianesi: la fortezza della Brunella.Twitta

Galleria d'immagini.

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Fortezza della Brunella, panorama.
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Fortezza della Brunella, primo piano.


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Fortezza della Brunella, mure esterne.
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Fortezza della Brunella, ingresso.
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Fortezza della Brunella, Madonna.
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Fortezza della Brunella, targa.
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Fortezza della Brunella, torrione.
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Fortezza della Brunella, passaggio.



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Sagre e feste medievali, iniziative culturali, artistiche e gastronomiche. Splendidi castelli che ne dominano le valli punteggiate di borghi, una sceneggiatura e una cultura unica.

Ma anche proposte riguardanti visite guidate ai musei, siti archeologici oppure itinerari ed escursioni a piedi, a cavallo, o alre iniziative che promuovano le bellezze naturali, culturali, artistiche e archeologiche dell'Italia.

Ecco i post più visitati durante l'anno 2017.
Le più belle Gite Fuori Porta del 2017

Le più belle Gite Fuori Porta del 2017



SCOPERTE CULINARIE ED APPUNTAMENTI ENO-GASTRONOMICI LUNGO I SENTIERI NELLA VALLE ISARCO.


COME SCOPRIRE UN'ANTICA TRADIZIONE AUTUNNALE NELLA VALLE D'ISARCO: IL PERCORSO DEI SAPORI.


MUGGIA È UN FAZZOLETTO IN UN FAZZOLETTO, UNA VIRGOLA NELL'ENCLAVE TRIESTINO.


CASTELLO DE CESARIS A SPOLTORE, COSTRUZIONE ANTICA, LA CUI FONDAZIONE È AVVOLTA NEL MISTERO.


UNA GITA ALLA SCOPERTA DELLE OROBIE, ESCURSIONI TRA NATURA E BENESSERE: RIFUGIO PASSO SAN MARCO.


IL TURISMO IN ITALIA È CRESCIUTO (MA RESTIAMO SOLO QUINTI).


SPLENDIDO GOLFO DEL TIGULLIO, UNA GITA AL MARE FUORI STAGIONE.


PINZOLO - VAL RENDENA, LA VACANZA DA VIVERE IN OGNI STAGIONE.


SCOPRI ROMA, UNA CULTURA CAPITALE: VILLA DI PLINIO.


A SPASSO PER CAIRO MONTENOTTE NEL CUORE DELLA VAL BORMIDA.




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Lungo questi sentieri della Valle Isarco, gli escursionisti possono essere sicuri di trovare osterie con vere prelibatezze culinarie.

L’esperienza gastronomica sta al centro di queste passeggiate.

In Valle Isarco, la valle dei percorsi, trovate moltissime opportunità per escursioni con ogni livello di difficoltà: dalle comode passeggiate o piccole escursioni adatte alla famiglie con bambini, fino ai percorsi più impegnativi d’alta montagna, vie ferrate incluse.
Tornano-le-Settimane-della-buona-cucina-In-Valle-Isarco-tutto-il-sapore-delle-tipicita-mappa

Scoperte culinarie, il piacere lungo i sentieri.

Sentieri didattici attraverso la natura, sentieri tematici o percorsi culturali guidano gli ospiti e le loro famiglie sulle tracce dei prodotti regionali e dei monumenti da visitare.

A Schluppes al maso Ungererhof.

Da Casateia attraverso il Giogo di Costa e il Platschjoch fino al maso Ungerer presso Schluppes

Escursione da Prati di Vizze a Tulves.

Escursione a «Tulvares», il piccolo borgo che viene citato già nell'anno 827

Alla malga Geisler Alm.

L'escursione alla malga Geisler Alm conduce l'escursionista nella splendida zona al di sotto del gruppo delle Odle

Ai rifugi Schatzer e Genziana.

Facile escursione familiare passando per il rifugio Schatzer fino al rifugio Genziana con vista sul Sasso Putia

Verso S. Maurizio.

L'escursione circolare conduce da Villandro sul sentiero del castagno fino a S. maurizio e sul sentiero "Kirchsteig" si ritorna al punto di partenza

Sul monte del Passo.

Dal Kaseregg attraverso il Kesselbild sul panoramico monte del Passo in alto sopra Lazfons

Da Lazfons sul monte del Pascolo.

Splendida escursione sul monte del Pascolo e al Lago di Rodella sulla malga di Lazfons. Con vista grandiosa.

Appuntamenti eno-gastronomici.

Con tanto gusto.

Mele, speck, vino, yogurt, castagne, pane sono solo alcuni dei prodotti tipici della Valle Isarco. In occasione di particolari manifestazioni, feste e rassegne gastronomiche le specialità regionali diventano protagonisti d'eccezione.
Leggi anche: La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.
LUGLIO.

Il percorso dei sapori.

dal luglio al novembre 2017
Luoghi: In tutta la Valle Isarco
I pacchetti legati a temi enogastronomici ed il programma attivo di “Il percorso dei sapori” regalano uno scorcio sulle ricchezze culturali della regione. La Valle Isarco e i suoi sapori più tradizionali vi aspettano: venite a conoscerli.

SETTEMBRE.

Festa dei masi a Fundres.

10 settembre 2017
Luogo: Fundres
Terza edizione della "Festa dei masi", con mercatino contadino, escursioni guidate, visite ai masi, piatti tipici della cucina contadina e musica tradizionale.

Specialità d’agnello del „Villnösser Brillenschaf“.

dal 28 settembre al 9 ottobre 2017
Luogo: Val di Funes e nei ristoranti di amici del “Villnösser Brillenschaf” in tutto Alto Adige
Gli esercizi aderenti all’iniziativa vizieranno i propri ospiti con piatti raffinati preparati con la pregiata carne del “Villnösser Brillenschaf”, la “pecora con gli occhiali della Val di Funes”.

Mercato del pane e dello strudel.

dal 29 settembre al 1 ottobre 2017
Luogo: Bressanone
C‘è pane e pane – lo dimostrano i panificatori presenti al mercato del pane e dello strudel in Piazza Duomo a Bressanone. Al centro della manifestazione, che dura tre giorni, ci
sono gli svariati tipi di pane con il marchio di qualità altoatesino.



Accanto a specialità gastronomiche, al mercato si possono raccogliere informazioni sulla storia e la preparazione del pane dell’Alto Adige. Giornalmente i panificatori mostrano come fare tutti i tipi di pane. Un percorso storico apre una finestra sul passato e sull’importanza del pane nel corso dei secoli.

Festa dello speck.

il 30 settembre e il 1 ottobre 2017
Luogo: Val di Funes
La produzione di speck è una delle tradizioni più sentite in Alto Adige. In Val di Funes un weekend è dedicato a questo importante prodotto di qualità.
Ulteriori informazioni

OTTOBRE.

Törggelen Originale.

ottobre 2017
Il falò delle castagne, il "Keschtnfeuer", avvamperà in tutti i Buschenschänke che partecipano all'evento, dando così inizio all’iniziativa
"Törggelen originale".

16° Settimane delle castagne della Valle Isarco.

dal 14 ottobre al 5 novembre 2017
Luogo: Valle Isarco

I gastronomi che vi partecipano, da Varna al Renon, proporranno alla gente del paese e ai turisti, le loro delizie a base di castagna. Anche quest’anno ci sarà l’imbarazzo della scelta tra le più vaste specialità alla castagna: dagli antipasti saporiti ai pranzi appetitosi fino ai dessert raffinati.

21° Keschtnigl a Velturno.

dal 14 ottobre al 05 novembre 2017
Luogo: Velturno
Festa e cultura attorna la castagna: escursioni guidate, mercati, intrattenimenti musicali, vecchi attrezzi
contadini.

Festa del contadino a Tiso.

15 ottobre 2017
La festa del contadino a Tiso è una delle feste più tradizionali di tutto l’Alto Adige e un vero viaggio alla scoperta dell’artigianato e delle tradizioni della Val di Funes.

Scoperte culinarie ed appuntamenti eno-gastronomici lungo i sentieri nella Valle Isarco.Twitta
LUGLIO 2018.

Giornate dello yogurt a Vipiteno.

dal 7 al 15 luglio 2018
In collaborazione con la Latteria Vipiteno, uno dei produttori di yogurt più noti d’Italia, vari ristoranti e alberghi di Vipiteno e nelle sue vallate preparano piatti tradizionali e di nuova creazione, tutti rigorosamente a base dello squisito yogurt.

Festa delle malghe di Racines.

8 luglio 2018
Nelle malghe della Val Racines si trovano specialità altoatesine e musica folcloristica dal vivo.

Cucina di strada in Valle Isarco.

da metà luglio a fine agosto 2018
Luoghi: Vipiteno, Rio Pusteria, Bressanone, Chiusa, Naz, Velturno
Ambienti affascinanti e prelibatezze gastronomiche animano le serate estive in Valle Isarco.

AGOSTO 2018.

Festa della polenta.

15 agosto 2018
Luogo: Naz
Vengono serviti diversi piatti di polenta con funghi e gulasch - Con intrattenimento musicale.

SETTEMBRE 2018.

Settimane delle prugne e festa delle prugne a Barbiano.

dal 1 al 16 settembre 2018

La prugna è parte integrante della cucina, della pasticceria e delle distillerie di Barbiano. È così che nel paesino "della torre storta" si dedica due intere settimane a questo frutto autunnale.

Ristoranti di Barbiano servono piatti a base di prugne autoctone, nei negozi si vendono prodotti tipici come il pane alle prugne, la marmellata alle prugne ed anche prugne secche. Domenica grande festa con musica dal vivo e specialità gastronomiche a base di prugne.

Sagra dei canederli a Vipiteno.

9 settembre 2018
Il “Knödel” (canederlo) è uno dei piatti più tradizionali dell’Alto Adige. La 2a domenica di settembre questa pietanza è la grande protagonista della festa nell’antica città mineraria.

Su una tavolata lunga 300 metri, allestita tra la Città Nuova e la Città Vecchia, i ristoratori di tutto il circondario propongono settanta tipi diversi di canederli, a cominciare da quelli tradizionali allo speck per finire con quelli agli asparagi e alle rape rosse.
La sagra dei canederli, a Vipiteno è uno degli appuntamenti più attesi e costituisce per così dire il coronamento dell'estate Vipitenese. Domenica, 11 settembre, su una tavolata lunga 400 metri, verranno serviti ca. 70 specialità di canederli diversi in Città Nuova come in Città Vecchia e naturalmente in Piazza Città: nel menu i tradizionali canederli allo speck, canederli magri, raffinati canederli al fegato, canederli al pane nero e canederli dolci in diverse varianti. 

A queste ghiottonerie culinarie, domenica faranno da contorno raffinate esibizioni musicali. Questa festa è ideata e organizzata dall‘Associazione Turistica di Vipiteno e dai ristoratori che Vi partecipano.




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Il buon cibo è uno dei piaceri della vita. Ed è proprio con questa filosofia che la Valle Isarco conquista i propri ospiti amanti della buona cucina.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Escursioni guidate e visite con sosta e degustazione sono il modo migliore per conoscere questo straordinario mondo: venite a vedere, toccare e soprattutto assaporare numerose ricette a base di mele altoatesine, scoprite con che spirito i viticoltori altoatesini si impegnano perché i loro vini diventino sempre migliori e valutate voi stessi come la cucina contadina abbia varcato da tempo la soglia della haute cuisine.
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Il percorso dei sapori in autunno.

Qui troverete luoghi, locali e persone pronti ad offrire e far conoscere i sapori tradizionali legati alla propria terra.

Mela - la tentazioni sana.

Eva tentò Adamo con una mela, il prelibato frutto che troviamo nello strudel, nei canederli e nei risotti. A livello mondiale, una mela su dieci proviene dall’Alto Adige. Un’escursione sull’altopiano delle mele di Naz-Sciaves porta a visitare i melicoltori di questa zona, alla scoperta delle mele più sode e succose.
Leggi anche: La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.
Durante la visita vengono fornite informazioni interessanti sulla coltivazione e la conservazione e non mancano ovviamente i momenti di degustazione di questa prelibata bomba di vitamine. Infine, un breve corso svela.

tutti i segreti su come utilizzare al meglio il pregiato frutto in cucina.
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Latte e derivati - L'oro bianco.

Quali erbe piacciono particolarmente alle mucche? Perché il latte d’alta quota è così buono? E perché alcune varietà di formaggio presentano uno strato di muffa?

Il latte crudo o lavorato per produrre yogurt, burro o formaggio dà un tocco in più in cucina, non solo nelle malghe.

Da tempo infatti, l’oro bianco è diventato un ingrediente irrinunciabile anche nell’alta gastronomia. Un viaggio da non perdere all’insegna delle escursioni e della buona cucina.

Uno scorcio verticale sul vino.

Nella regione vinicola più a nord d’Italia, la posizione dei terreni da coltivare rappresenta la sfida maggiore per i viticoltori. Ma forse è proprio per la pendenza del terreno e per le giornate calde e le notti fredde che qui crescono alcuni dei migliori vini bianchi d’Italia.

Come scoprire un'antica tradizione autunnale nella Valle d'Isarco: il Percorso dei Sapori.Twitta
Visitando questi vigneti dalla forte pendenza si capisce la grande passione dei vignaioli altoatesini. Il contatto diretto con queste persone e le degustazioni rivelano l’essenza del vino e della sua terra.
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Le prugne di Barbiano.

Questi frutti dolci e ricchi di vitamine e minerali sono la base per diverse delizie culinarie: sia come marmellata, nel risotto o servito con petto d'anatra, o molto amato in dessert come gnocchi di prugne e strudel di prugne - l'aroma delicato rende le prugne di Barbiano ricche di sapori.

Frutti speciali, che si possono imparare a conoscere durante un'escursione lungo le pendenze
assolate di Barbiano.

Miele - il dolce rimedio.

I fiori alpini donano al miele dell'Alto Adige un sapore intenso. In tal modo, si producono varietà infinite di sapori, dolci per il palato e allo stesso tempo rimedi calmanti. Le “escursioni guidate del miele” forniranno importanti informazioni sulla produzione del miele e sulla vita delle api.

La castagna.

Un'escursione autunnale è collegata alla castagna così come il vino al Törggelen. E' dolce, sana, a basso contenuto di calorie e non ha solo un sapore eccellente quando è arrostita, ma è raffinata in molti piatti. Non può mancare la passeggiata delle castagne con degustazione di piatti a base di castagne accompagnati con il vino.
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Erbe – cure naturali e aromatiche.

Erbe medicinali ed aromatiche, coltivate secondo le norme di produzione biologica, possono essere utilizzate in modo corretto per portare all'equilibrio il corpo e la mente. Attraverso passeggiate guidate, si conoscono quali erbe crescono in Valle Isarco e si sperimentano i loro effetti.


La cucina contadina e i prodotti agricoli locali.

A stretto contatto con la loro terra, i contadini hanno creato una cucina tradizionale molto legata al territorio che conquista anche i palati più esigenti. Un’escursione tra vigneti ripidi, immersi nei meleti o lungo le mulattiere, mostra al meglio come i contadini vivano i loro prodotti.

A fare da sfondo spesso sono le maestose Dolomiti, su una terra che fu teatro di importanti eventi storici.
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Che sia sul versante di Novacella, con le vigne pettinate a festa, che sia sul versante di Barbiano, dove caparbi agricoltori artigiani recuperano antiche sementi per le moderne cucine della valle negli orti a quasi mille metri d’altitudine, la Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua mutazione. Le stagioni passano come velature di colore mutando le sfumature, ma il dinamismo della natura e dei coltivi risalta nelle giornate di sole abbagliante come una miniera di smeraldo.

La naturale prosperità di queste terre scomode ma ubertose, unita alla notoria operosità dei valligiani, offre una scelta infinita di prodotti enogastronomici, che solo nominare richiederebbe intere pagine. Segnaliamo allora alcuni interessanti percorsi che possono offrire momenti di svago e pause di ristoro in egual misura, approfondendo la conoscenza di questo fortunato territorio.
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Alla scoperta della Valle Isarco.

La valle produce eccezionali vini bianchi. Sfruttando le differenze altimetriche e i particolari microclimi i vignaiuoli ottengono una grande varietà di prodotti che sanno incontrare l’appassionato e il curioso ma anche il consumatore attento. E’ in Valle Isarco il vigneto più a Nord d’Italia.
Vale la pena di ricordare tra i tanti non meno interessanti produttori la millenaria Abbazia di Novacella, che produce vini accurati con i vitigni tradizionali: Mueller Thurgau, Kerner, Sylvaner, Gewürztraminer, meta interessante anche per una gita.
Leggi anche: Scoperte culinarie ed appuntamenti eno-gastronomici lungo i sentieri nella Valle Isarco.
Non meno vasta la produzione della Cantina Valle Isarco, formidabile esempio di enologia cooperativa, mentre si potranno risalire i fianchi opposti della montagna per assaggiare i Sylvaner d’alta quota di Taschlerhof o gli eleganti, espressivi bianchi di Peter Pliger dalle cantine Kuenhof.
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Due passi in città.

Due passi in città, per le meraviglie vescovili di Bressanone, oppure nella “via città nuova” di Vipiteno, capitale dello yoghurt. Non si perderà l’occasione per cercare anche l’aromatico, profondo Graukäse, il “formaggio grigio” della Valle Isarco, un prodotto antico di poverissima origine.

Si tratta di un formaggio molto magro, non cagliato ma inacidito e affinato grazie al lavoro di muffe nobili che lo rendono particolarmente seducente al sapore. Ne esistono infinite versioni anche perché viene prodotto a mano nelle malghe d’alpeggio, e quindi subisce l’influenza dell’alimentazione delle vacche e della zona di pascolo.

Il figlio prediletto di queste valli è l’agnello Brillenschaf: quasi perduto per la sua rusticità e per la micragnosità riproduttiva, è stato ora recuperato per la qualità della sua lana e delle carni, delicate e nello stesso tempo decise, con un non celato aspetto silvestre che dona carattere ai piatti.
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La cultura del benessere dello spirito.

Si può terminare con una sosta nelle gastronomie del centro di Chiusa, dove al risuonare delle acqua dell’Isarco che lambiscono la città si possono esaudire le più diverse ricerche di golosità tipiche.

La Valle Isarco è un colossale diorama verde in continua e affascinante mutazione.Twitta

In Valle Isarco si unisce la cultura del benessere dello spirito con la cura della forma fisica: passeggiate interessanti alla portata di tutti, ma con importanti spunti storici e gastronomici attorno a due dei prodotti fondamentali della valle: il sentiero delle mele, un percorso di poco più di sette chilometri attorno a Naz-Sciaves, ricca di segnalazioni sulle coltivazioni e sui luoghi attraversati.
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Il sentiero delle castagne.

Più impegnativo, 60km da percorrere in più giorni, il sentiero delle castagne – il “Kastanienweg” -  dedicato all’economia strettamente montana di questo prodotto che nei secoli è stato fonte di vita e di salvezza e che è usato anche per la produzione di alcune birre artigianali particolarissime; sentiero che conduce da Bolzano a Bressanone attraverso i boschi a stretto contatto con la natura e le storie dell’uomo che ne fa parte.

Più arcano il sentiero delle castagne, dedicato all’economia strettamente montana di questo prodotto che nei secoli è stato fonte di vita e di salvezza. Oltre che in gastronomia è usato anche per la produzione di alcune birre artigianali particolarissime.
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Le escursioni possono durare da mattina a sera come protrarsi per due o tre giorni: la scelta è davvero ampia.

Le Alpi Orobie (o, più semplicemente Orobie) sono una sottosezione delle Alpi e Prealpi Bergamasche. La vetta più alta è il Pizzo Coca che raggiunge i 3.052 m s.l.m.

Sono limitate a nord dalla sponda meridionale della Valtellina inferiore che dal passo dell'Aprica si spinge in direzione ovest sino all'insenatura di Piona, all'estremità settentrionale del lago di Como.

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Una gita alla scoperta delle Orobie.

Rifugio Passo San Marco 1810 m.

Questo moderno rifugio, a pochi passi dalla storica Casa Cantoniera, è stato costruito per sopperire alla mancanza di un punto di appoggio durante il periodo di ristrutturazione della Casa Cantoniera stessa.

Ora rappresenta senz'altro una soluzione più adeguata ai tempi moderni.

• Telefono: 0345/86020
• Proprietà: Privato
• Posti Letto: 50
• Sala da Pranzo: 110
• Locale Invernale: No
• Gestore: Claudio Balicco (tel. 0345/86017)
• Apertura: tutto l'anno.

Come arrivare.

Il rifugio San Marco 2000 è raggiungibile direttamente in automobile sia dalla Valtellina che dalla Val Brembana percorrendo la strada carrozzabile del passo San Marco (aperta solo nei mesi estivi).

Il Lago del Pescegallo e il Monte Ponteranica.

Difficoltà: E, Escursionistica fino al lago; EE, per Escursionisti Esperti la salita in vetta;

Dislivello: 800 m;

Segnavia: 161 fino al lago del Pescegallo;
Leggi anche: Viaggio alla scoperta della Valle dell'Aniene un territorio ricco di storia e cultura.
Attrezzatura: Scarponcini.


Dalla Cà San Marco si prende in direzione Est il Sentiero delle Orobie Occidentali in direzione del rifugio Benigni (segnavia 101): il sentiero è ampio e pianeggiante e, procedendo a mezza costa, punta all’ampia sella del passo del Verrobbio, ben visibile al culmine della valle.


Quando si raggiunge la zona del pianoro dell’acqua nera, una conca paludosa anticamente occupata da un laghetto, il Sentiero delle Orobie abbandona il tracciato principale per iniziare una breve discesa che conduce sul bordo del pianoro; trascurando questa deviazione, si continua invece seguendo il segnavia 161 e dopo una breve salita si arriva al passo del Verrobbio, nei cui pressi sono presenti alcuni resti di postazioni militari della prima guerra mondiale.

Dal passo si scende sull’opposto versante e, con alcuni saliscendi a mezza costa, si punta all’imbocco di un evidente canale: qui i numerosi segnavia indicano il percorso migliore e così senza alcun problema si riesce allo stretto intaglio del Forcellino, proprio a picco sul sottostante lago artificiale del Pescegallo. Con attenzione si percorre l’aereo sentiero che con numerose svolte scende sino alla sponda occidentale del bacino.

Da questo punto in poi segue la parte tecnicamente più impegnativa della gita, riservata solo ad escursionisti esperti e con un buon senso dell’orientamento. Abbandonato quindi il sentiero segnalato, si raggiunge la riva meridionale del lago posta esattamente all’imbocco del selvaggio vallone Nord del Ponteranica.

Una gita alla scoperta delle Orobie, escursioni tra natura e benessere: Rifugio Passo San Marco.Twitta

Senza percorso obbligato si risale il vallone: la pendenza non è eccessiva ma, nonostante ci si trovi ad una quota relativamente bassa, l’ambiente è senz’altro dei più selvaggi e suggestivi. Una volta raggiunta la testata della valle, si piega verso sinistra e, scegliendo il punto più facile, si sale alla cresta spartiacque, dalla quale è possibile godere di un interessante colpo d’occhio sull’opposto versante dominato dalla solenne parete del monte Valletto.

Procedendo ora in direzione Ovest, si supera una breve altura sormontata da un ometto in pietra e con un ultima breve salita si guadagna la vetta del monte Ponteranica Centrale.

Per la discesa è possibile seguire fedelmente il percorso fatto all’andata, tuttavia è molto più consigliabile compiere un itinerario ad anello passando per la conca dei laghi di Ponteranica. Seguendo questa seconda soluzione, dalla vetta si torna all’anticima sormontata dall’omento e, abbandonando la cresta, si piega a destra (Sud) tagliando a zigzag il ripido pendio meridionale del Ponteranica fino a raggiungere una conca alla base del monte Valletto. Seguendo anche l’andamento del pendio, con un giro a Sud-Est si perviene al sottostante pianoro dei laghi di Ponteranica e da qui, tagliando in piano su un sentiero che costeggia i pendii del Triomen, si arriva al colletto ad Ovest del Triomen dove passa il Sentiero delle Orobie Occidentali.



Seguendo questo sentiero (segnavia 101) si scende nella valletta sottostante, si supera una baita e dopo aver aggirato i versanti orientali del monte Colombarolo, si scende al pianoro dell’acqua nera. Qui, con una breve salita sul pendio opposto, si sale al sentiero che conduce al passo del Verrobbio e già percorso all’andata.

Il Monte Valletto (Canale Est).

Difficoltà: F, Alpinistica Facile (passaggi di II);

Dislivello: 600 m;
Segnavia: 101 fino al colle Est del Triomen;
Attrezzatura: Scarponi e Casco.


Dalla Cà San Marco si prende in direzione Est il Sentiero delle Orobie Occidentali in direzione del rifugio Benigni (segnavia 101): il percorso è ampio e pianeggiante e, procedendo a mezza costa, punta all’ampia sella del passo del Verrobbio, ben visibile al culmine della valle. Non appena si raggiungono i pressi del caratteristico Pianoro dell’Acqua Nera, il Sentiero delle Orobie abbandona la traccia diretta al passo e, piegando a sinistra, scende alla conca acquitrinosa e la attraversa aggirandola verso Ovest.

Procedendo ora in lieve pendenza, si costeggiano i pendii orientali del monte Colombarolo e si arriva nel solco della valle Ponteranica. Superate le baite Ponteranica e la baita Foppa, senza troppa fatica si perviene alla verde piana superiore dalla quale è già ben visibile la scaglia di roccia che costituisce la vetta del monte Valletto. Con un breve strappo un po’ più ripido, il sentiero sale al colle immediatamente ad Est del Triomen: qui si deve abbandonare la traccia del Sentiero delle Orobie in favore del facile percorso che dal colle, procedendo in piano verso Nord-Ovest, arriva direttamente alla bellissima conca dei laghi dei Ponteranica.

Dal maggiore dei due laghi si continua verso Ovest senza percorso obbligato puntando alla caratteristica parete del monte Valletto. Su terreno in parte erboso, in parte di sfasciumi, si supera una breve conca superiore e si arriva allo sbocco del canale che separa la vetta vera e propria dal torrione che si innalza verso Sud. Prestando attenzione alla roccia non sempre solidissima si risale il canale (a tratti passaggi di II) fino a sbucare alla forcella nei pressi della cima dove passa anche la via normale.

Seguendo le tracce ben evidenti in pochi minuti si arriva con tutta facilità alla panoramica vetta.

La discesa si svolge lungo l’itinerario di salita, oppure lungo la via normale che però conduce nella zona del passo di Salmurano (da qui si può tornare al passo S. Marco utilizzando il Sentiero delle Orobie).



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L'Alta Val d'Aveto è probabilmente la valle più bella della Liguria. Le sue cime sono le più alte dell'Appennino Ligure e i suoi pascoli, le abetaie, i corsi d'acqua offrono paesaggi di straordinaria bellezza.

Sull'Aiona, sul Penna, sul Maggiorasca si può salire in ogni stagione: d'estate, quando i boschi offrono frescura e il prato inzuppato delle Cipolla è sempre verdissimo; ma anche d'inverno, quando la neve ricopre i sentieri e con gli sci da fondo o con le ciaspole si tracciano splendidi itinerari intorno ai Laghi delle Agoraie, nella Foresta del Penna, al Passo del Tomarlo e a Rocca d'Aveto.
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Alcuni itinerari:

MAGNASCO - LAGO DELLE LAME - PARCO NATURALE - PASSO PRE' DE LAME - M. AIONA - PASSO DELLA SPINGARDA - AMBORZASCO

Approccio: Magnasco a 46 km da Chiavari - Inizio: mulattiera sulla S.P. 28 da Rezzoaglio, 150 metri prima della Chiesa - Ore di salita: 3,30 - Segnavia due righe gialle  e rombo giallo vuoto
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ROCCA D'AVETO - GROPPO ROSSO - RIF. ASTASS - PRATO DELLA CIPOLLA - MAGGIORASCA

Approccio: Rocca d'Aveto a 57 km da Chiavari e a 2,5 km da S. Stefano d'Aveto - Inizio: parcheggio della seggiovia - Ore di salita: 2,30 - Segnavia triangolo giallo vuoto  fino al Groppo Rosso, rombo giallo pieno dal prato delle Cipolle
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PASSO DEI GHIFFI - ROCCA DEI PORCELLETTI - PASSO DELL'INCISA - M. PENNA
Leggi anche: Viaggio alla scoperta della Valle dell'Aniene un territorio ricco di storia e cultura.
 Approccio: Passo dei Ghiffi a 30 km da Chiavari - Inizio: sentiero sulla S.P. 49 alcune centinaia di metri dopo il passo dei Ghiffi in direzione Prato Sopralacroce - Ore di salita: 3 - Segnavia quadrato giallo pieno
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BERTIGARO - LAGO DI GIACOPIANE - PASSO PRE' DE LAME - M. AIONA

Approccio: Bertigaro a 25 km da Chiavari - Inizio: Sentiero su un tornante della S.S. 586 (al km 47,5) presso una villetta - Ore di salita: 4 - Segnavia rombo rosso pieno

AMBORZASCO - CASONI - CASERMA FORESTALE - FORESTA DEL PENNA - PENNINO - M.PENNA - PASSO DELL'INCISA - M. CANTAMORO - PASSO DELLA SPINGARDA - AMBORZASCO

Approccio: Gramizza a 53 km da Chiavari e poi Amborzasco - Ore di salita: 3,30 - Segnavia triangolo giallo pieno  fino al M.Penna, Alta Via  dal passo dell'Incisa al passo della Spingarda e rombo giallo vuoto

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